16 febbraio 2007

I pianisti italiani che non mangiano la pasta al tonno!!!


Mi sento quasi in colpa. Questo povero Allevi me lo avete massacrato. Io volevo scherzarci un po’ su e invece le risposte al post sono state delle legnate tra i denti!!!! Tanto poi noi musicanti parliamo parliamo ma poi…..siamo quel che siamo. Che se il signor Allevi mi chiamasse perché ha bisogno un solo di armonica su un suo nuovo pezzo o se mi proponesse un duo di armonica-pianoforte in un concerto a Tokyo ben pagato cosa faccio io non ci vado? Ci vado sì!!! Brutta merdaccia che sono. Oscuro sul mio blog il post che lo riguarda e ci vado. Allora cosa scrivi a fare, dite voi? Allora cosa scrivo a fare, dico io? Che sei proprio un “parla parla” come tutti, caro pifferaio matto che suona l’armonica cromatica lui. Te oscura pure il post che parla di Allevi che tanto lui l’ha già letto, lui le ha già stampate quelle cose brutte che scrivi su di lui. Cosa prendi in giro, che anche Luzzato Fegiz le ha lette le “cosacce” che hai scritto su lui. Che non posso andare neanche più al Festival di Sanremo a cantare una canzone di amore che lui mi stronca. Ma continua a suonare l’armonica “acrobatica” e non scrivere più le cose cattive sui pianisti!!!! Che è tutta invidia la tua!!!!
Ecco la mia coscienza cosa mi dice!!!!!! Sensi di colpa che mi offuscano la mente, che mi lasciano insonni la notte. Povero Allevi, io non volevo…….con tutta quella pasta al tonno che si è mangiato.
Vabbè siccome concordo con tanti che hanno risposto al post che dicono che il signor Allevi non c’entra con il jazz (- ma cos’è il jazz???? solidale con chi scrive che c’entra di più con Richard Clayderman) allora mi permetto di suggerire agli amici che seguono questo blog un po’ di pianisti italiani di jazz che secondo il mio modesto avvisto non hanno i santi in Paradiso di Allevi ma suonano grande profondità facendo musica d’arte.
Insomma dei grandi artisti, alcuni molto famosi nel panorama jazz altri appena noti ma ugualmente degni di ascolto. Quelli che mio avviso sono “artista puro” (come direbbe il mio amico e grandi chitarrista “carioca” Beppe Fornaroli). Se volete andate a cercare i loro cd, i loro siti e quant’altro.

Antonio Zambrini
pianista milanese – suona in maniera molto “europea” – compone come pochi in Italia. Penso cinque cd a suo nome. Bellissimo il suo esordio con “Antonia e altre canzoni” per la Splasc(H) Records e poi gli altri cd sono prodotti da Abeat.

Glauco Venier
Raffinato, colto, ispirato tra i tanti da John Taylor.
Suggerisco “Gorizia” con un meraviglioso Kenny Wheeler e poi il suo cd in trio “Un anno” , entrambi prodotti da Artesuono.


Andrea Pozza
Il più bravo “accompagnatore” che abbiamo in Italia. Non è un caso che Rava l’abbia preso nel suo nuovo quintetto per sostituire Bollani e che il patron dell’ECM Manfred Eicher sia affascinato dal suo modo di suonare.

Umberto Petrin
Penso che sia tra più grandi pianisti “immaginifici” del nostro jazz. Suona bene ovunque ma il suo meglio lo dà nei progetti di confine. Che ci sia una ballerina, un attore o un artista cibernetico sul palco Petrin riesce a suonare negli “spazi” tutt’attorno, non prevaricando mai ma costruendo cornici di musica meravigliosa. Suona come potrebbe dipingere se fosse un pittore. C’è un bel DVD prodotto da Feltrinelli con Stefano Benni dedicato a Thelonius Monk.


Marco Detto
Energia e melodicità miscelati insieme in un cocktail unico. Il trio classico (piano-contrabbasso-batteria) è il suo ambiente congeniale. Scrive brani che solo un musicista di jazz italiano potrebbe scrivere. Forse una quindicina di cd a suo nome tra cui vanno citati “What a wonderful World” registrato a New York con Eddie Gomez e Lenny White ma anche “Altrove” o “BlueStones” o molti altri, tutti realizzati dalla Mingus/Music Center

Rita Marcotulli
Ascoltate il suo cd “Koinè”, uno dei lavori più interessanti degli ultimi anni. Mi dicono sia bellissimo anche il suo ultimo in piano solo ma non ho avuto ancora il piacere si ascoltarlo. La Marcotulli è una pianista raffinata, originale, capace di grande progettualità.


Poi ci sono pianisti ancora più noti che non avrebbero bisogno di menzione.


Enrico Pieranunzi
Difficile trovare un suo cd non interessante. Penso che sia il nostro pianista più noto nel mondo insieme a Dado Moroni e Stefano Bollani. Tra i tanti cd di Pieranunzi voglio citare “Racconti mediterranei” dell’Egea (meraviglioso) e poi “Fellini jazz” della CAM , “Ballads” e uno bellissimo con Chet Baker di cui non ricordo il titolo.

Dado Moroni
Ha suonato con tutti e inciso con chiunque in giro per il mondo. Dicono di lui che suoni all’americana. Io penso che sia un pianista talmente “musicale” che può suonare come vuole. Affascinante il suo duo con Kenny Barron.

Stefano Bollani
Non ha bisogno di presentazione. E’ spesso anche in tv. L’ho ascoltato in diversi contesti: nel ’96 a Siena Jazz con l’orchestra della Toscana e Richard Galliano; qualche anno dopo nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano con Rava e Gato Barbieri in un omaggio a Gershwin, poi con L’orchestra del Titanic, con il suo trio, con Rava in quintetto e in duo, in piano solo. E ogni volta è pertinente, geniale, interessante, attento a chi sta accompagnando. Suggerisco due cd completamente differenti tra loro: l’ultimo cd per l’ECM in piano solo dal titolo “Solo piano” e il suo cd “L’orchestra del Titanic” della Viaveneto di qualche anno fa.

Danilo Rea
Ascoltatelo con i suo DOCTOR 3 ma anche con Maria Pia De Vito ed Enzo Pietropaoli nell’omaggio a Joni Mitchell.

E poi è doveroso citare anche nomi di altri illustri pianisti del jazz italiano come Renato Sellani, Mario Rusca, Arrigo Cappelletti, Franco D’Andrea, Enrico Intra, Antonio Faraò, Paolo Birro, Paolo Brioschi, Rosario Di Rosa, Paolo Paliaga, Michele Di Toro, Mario Zara, Alfonso Santimone (da ascoltare il suo cd con Silvia Donati per Abeat), Luca Flores, Davide Santorsola (ottimo il suo manuale di piano jazz edito da Ricordi), Luca Mannutza, Salvatore Bonafede, Massimo Colombo, Giuseppe Emmanuele e chissà quanti altri che dimentico o che non conosco.

Buon ascolto a tutti

P.s. la maggior parte di questi non mangiano pasta al tonno


Max De Aloe

27 commenti:

  1. Aspettavo impaziente il suo nuovo post e la prima reazione che ho avuto nel leggerlo è stata di sperata e gradita meraviglia.
    La ringrazio per avermi fatto sorridere, ma soprattutto anche pensare a quanto fa piacere sapere che esistono persone attente e appassionate alla musica e soprattutto a chi fa musica facendo fatica tutti i giorni.
    Complimenti vivissimi per questo post ironico, sincero e di grande aiuto per andare alla ricerca di validi pianisti onnivori :)

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  3. Quello che sto per dire potrebbe essere banale, ma è un concetto che è bene fissarsi bene nella mente se vogliamo fare qualcosa per questa nostra musica di qualità: BEN VENGA ALLEVI! Se l'alternativa è MTV, Breatney Spears & co, allora 10, 100, 1000 Allevi! Pensateci un po': forse non sarà il massimo, di sicuro non c'entra una mazza con Mozart (anche perchè se Allevi è pazzo, l'amico Wolfgang che cos'era? Hannibal Lechter?), ma, ragazzi, almeno non fa finta di suonare! E poi: il suo cd l'avete sentito? Non è jazz, questo sicuramente, ma almeno ha una dignità musicale. Certo, c'è un sacco di marketing dietro, sicuramente ha qualche amico "giusto" per essere così tanto in TV, e sicuramente Stefano Bollani oltre che più bravo è molto più simpatico e "televisivo"... ma è un inizio. Può essere un inizio per far passare nella comunicazione di massa qualcosa con una sostanza. Minima, certo. Ma dopo l'overdose di vuoto pneumatico a cui siamo abituati, non si può pretendere troppo. Se hai sempre letto Topolino non puoi di botto passare alla Divina Commedia. Può bastare Harry Potter, tanto per non spaventarti troppo. Per farti capire che a leggere libri non si muore di noia, ma si entra in un mondo alternativo e il più delle volte affascinante. E così per la musica: se sei abituato a Breatney Spears, non puoi subito passare al free jazz. Puoi iniziare con Allevi. Per accendere la curiosità. Per portarti nel banco del jazz del negozio di dischi, e magari guardarti intorno e osare, in un momento di follia, ad ascoltare qualcosa di nuovo. Alla fine, ad esempio, io al jazz ci sono arrivata partendo dai Blues Brothers. E guai a chi se la prende! ;-)

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  4. Ciao a Tutti.
    Sui commenti al post ho visto che si sono infilate le solite pubblicità sul viagra e simili. ....Strano non era mai successo, si vede che a parlare di pianisti jazz italiani qualcuna pensa al viagra. Che il jazz abbia bisogno di una pastiglietta di viagra? Può essere, può essere. Percui non cancello il commento....
    Bello il commento di lachiara. Interessante osservazione. E' vero meglio Allevi che tanti altri.....pensa come siamo messi!!!
    Povero Allevi, alla fine mi è diventato simpatico.
    Grazie Lachiara, ottimo commento.
    Max

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  5. Allevi non è antipatico, ed è anche un discreto pianista. Poverino, lui fa il suo, piu' di cosi' che deve fare?
    Sono i giornalisti ed i critici che dovrebbero vergognarsi di sottostare alle regole delle potenti agenzie di stampa e quindi di trascrivere i loro comunicati pieni di mezze verita' (es: il tanto pubblicizzato concerto a Parigi davanti a 1400 spettatori....Allevi apriva, non annunciato, il concerto della cantante di fado Cristina Branco, e quei 1400 paganti erano li per lei. Poi magari lui è anche piaciuto, ma non si puo' certo dire che erano li per il suo debutto francese!!).
    Ma se non critica il critico, chi lo deve fare? Se Fayenz, il decano dei giornalisti di jazz in Italia, dice che Allevi ha un tocco magico cosa devo pensare? Che si è improvvisamente rimbambito (potrebbe anche essere, data l'eta') oppure non ha potuto o voluto fare altrimenti....
    Povera Italia....la cosa piu' triste è che chi impazzisce per Allevi crede di essere arrivato ad un livello cultural-musicale superiore....allora preferisco chi va serenamente ad ascoltarsi i Pooh, o Britney Spears, senza tante pretese culturali.

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  6. Perchè ci fanno vivere in mezzo alla finzione? Perchè il denaro e il commercio comanda tutto? L'Arte non dovrebbe avere a che fare con il denaro. Che illusa che sono.
    Grazie, andrò ascoltarmi qualche pianista che ci consiglia.
    Maria

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  7. il dramma è che il tonno era vivo prima che cominciasse a suonare!

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  8. Questo tuo nuovo post è proprio uno spaccato di vita da musici.. con i tempi che corrono... Centrate le osservazioni di lachiara... complimenti. Mi ha fatto morire dal ridere il commento sul tonno ancora vivo prima della performance.

    p.s. cmq mi piace la pasta con il tonno... sarò grave? cmq ogni tanto, non sempre...

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  9. Ciao IlMago! Confermo che è tutto vero! Il tonno era vivo, lo giuro! Sembra che Fabrizio Corona, il "paparazzo" inquisito in questi giorni, abbia pagato il tonno per farsi annusare nelle parti intime da Allevi proprio in quell'unico giorno settimanale che egli dedica a questa nobile arte olfattiva. L'obiettivo era scattare una foto compromettente durante questa pratica allévica per poi ricattarlo. E pensa che, per centrare l'obiettivo, il tonno si era fatto ospitare a casa di Allevi ben tre giorni prima, proprio perchè, forte del proverbio italiano "l'ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza", voleva essere sicuro di essere la più lunga annusata della giornata. La tragedia è che il giorno prima del giorno dedicato all'arte dell'annusare è il giorno dedicato a suonare. Purtroppo per il tonno.
    TheFamilyTake

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  10. Certo che è proprio una bella s...fortuna (per il tonno...) per un dì (Martin perse la cappa...) passar a miglior vita(???) (magari sotto forma di scatolette...)
    P.s. Mi sovviene una domanda... per caso non ci sarebbero gli estremi per una denuncia al WWF?

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  12. Ebbene sì, ho assistito a un concerto del tartassato (da noi) Giovanni Allevi. Dico subito, per ristabilire la stima che spero abbiate per me, che ho colto l'occasione di poterlo ascoltare gratis: è venuto a suonare dove lavoro, e con la scusa di lavorare ho soddisfatto la mia curiosità. Volete sapere se ho cambiato opinione? In parte. Perchè? Senza una Dandini ridacchiante o un Fazio accomodante a far da spalla, lui è un personaggio noiossissimo, mieloso e quasi patetico. Certo, la musica non è male. Ma, sinceramente, ho sentito di molto meglio, e non parlo solo di Keith Jarrett. Certo, Allevi è il primo ad ammettere, nella presentazione dei brani, che è tutto scritto, quindi quello che suona non è jazz. Almeno una cosa sensata l'ha detta. La cosa che mi ha fatto una tristezza infinita, però, è che (al contrario di quello che speravo io) quello che attira la gente non è tanto l'aspetto artistico, ma proprio la melassa del povero artista disadattato, che pensa sempre e solo alla Musica. Spero solo che tra quella pletora di zuccherosi sfigati ci sia anche qualcuno abbastanza sveglio da voler sapere di più di quella Musica che il Mozart De Noartri dice di amare tanto. Secondo voi? Meglio che perdo ogni speranza?

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  13. Ciao a tutti... l'altra sera al concerto di Max a Cardano ho potuto sentire un signor pianista (che ahimè non conoscevo) Roberto Olzer. Non so se mangia o meno pasta al tonno ma ha talento, tecnica e un gran gusto. Complimenti Max per avercelo fatto apprezzare e naturalmente per la performance.

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  14. è proprio vero : lo sport dei musicisti è parlare di altri musicisti , soprattutto male .
    sbaglio o il m°de aloe non è stato ammesso ai corsi di jazz a milano all'interno del conservatorio ? .quindi iniziamo ad avere i titoli di giovanni prima di giudicarlo cioè 3 diplomi !!!e poi la stima di musicisti di alto calibro , quali rava , bollani ecc
    buon giorno . luca .

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  15. Giovanni Ferraresisabato, 04 agosto, 2007

    Rispondo al signor Luca. In questo blog lo sport preferito penso che sia parlare bene dei musicisti, ci sono lodi che vanno dai più conosciuti Fresu e Bollani fino a citare nomi come Marco Detto, Glauco Venier, Mario Zara, Dado Moroni, Rosario di Rosa e tantissimi altri fino a post dedicati ad emergenti come i Q3. Per quanto riguarda Bollani ho ascoltato a radio rai le sue ironiche prese in giro su Allevi che non mi sembravano atti di stima nei suoi confronti. Inoltre l'addetta stampa di Bollani ha più volte sul blog ironizzato sulle "storielle" che racconta Allevi. Io, comunque, mi firmo con nome e cognome: Giovanni Ferraresi - Milano - giovanni.ferraresi@virgilio.it

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  16. Ringrazio Giovanni Ferraresi che ricordo di aver conosciuto a un concerto a Milano ma ringrazio anche Luca. Un blog serve proprio perchè ognuno possa dire in assoluta libertà quello che pensa. Anzi, finalmente è arrivato Luca che la pensa in modo differente. Grazie, Max De Aloe

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  17. vorrei farvi il nome di altri pianisti eccellenti:

    jeffrey de bart

    Charles Boulevard

    Diego Santorelli

    Guglielme Satorrie

    Patrick Genoverve

    A me non interessa affatto che qualcuno ascolti musica che a me non piace.

    prinicipemalinconico@yahoo.it

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  18. Anche io ho sentito Bollani parlar male di Allevi, un gesto gratuito che è davvero brutto, soprattutto perchè Allevi ha sempre avuto belle parole nei confronti di Bollani.
    Allevi ha scatenato attorno a se un'invidia furibonda.
    La scusa del dissenso è l'appellativo di "Mozart del 2000", ma in realtà ciò che fa imbestialire i pianisti, sconosciuti e non, è che la sua musica piace, piace da matti, piace alla gente.
    Caro Max De Aloe...certo...se Allevi un giorno dovesse aver bisogno di un armonicista...insomma...ti sei esposto in modo molto diretto, e nella vita non si sa mai....
    L'averne parlato male, ti ha fatto sentire meglio?
    E se Allevi fosse davvero un genio musicale? Se le sue partiture scritte iniziassero ad essere eseguite nei concerti, studiate nei conservatori, e diventasse un "classico"...cosa ne sarebbe di questo blog? Quale il suo significato? Se non la manifestazione di una frustrazione profonda?
    Matteo

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  19. Caro Matteo, grazie per il tuo intervento. Come ho già scritto è fondamentale che un blog abbia persone che la pensano in maniera differente. Quello che personalmente mi disturba di Allevi è stata soprattutto tutta la montatura pubblicitaria che c'è stata intorno.Sinceramente avrei preferito, soprattutto come grande appassionato di musica, vedere in televisione alcuni dei grandi pianisti che abbiamo in Italia e che non vengono mai considerati se non dalla solita piccola parte di appassionati. A me indigna, e non ho vergogna a scriverlo, mettendoci la mia faccia, il mio nome e cognome che in trasmissioni televisive non ci siano mai musicisti come Enrico Pieranunzi, Dado Moroni, Marco Detto, Glauco Venier, Franco D'Andrea, Paolo Birro, Andrea Pozza, Rita Marcotulli, Salvatore Bonafede e tanti altri. Avrebbero qualcosa d'interessante e vero da raccontarci oltre che da farci ascoltare. Tu parli di una mia frustrazione ed hai perfettamente ragione. Sono frustrato nel vedere in tv personaggi finti costruiti dalle agenzie stampa. Sono frustrato nel vedere le scuole di teatro e le piccole compagnie piene di attori di talento ma nei grandi teatri vedere in programmazione gli spettacoli della Arcuri, della Marini e chi più ne ha più ne metta. Sono frustrato nel sapere che nelle nostre università ci siano solo concorsi truccati e che la raccomandazione è l'elemento fondamentale, sempre. Conosco troppi grandi, veri, autentici artisti per stare zitto davanti a uno che sorride compiaciuto mentre il giornalista di turno racconta che lui è il nuovo Mozart.
    Riascoltati Bill Evans, Oscar Peterson, Winton Kelly, Red Garland, Herbie Hancock, Keith Jarret, Amad Jamal e molti altri e scoprirai da solo che con Allevi stiamo parlando di business, soldi, soldi, soldi. Allevi piace perchè un enorme macchina pubblicitaria si è mossa intorno a lui e lo hanno venduto come l'isola dei famosi come Matrix che in questo preciso istante metre sto scrivendo si sta cibando dell'ennesimo delitto , questa volta della povera ragazza inglese.
    Si, hai ragione mi sono esposto perchè le pagliacciate delle interviste che ho ascoltato in quel periodo mi sono sembrate una presa in giro a tutti i musicisti che fanno questo lavoro seriamente. Hai visto qualche mese fa l'intervista di Pollini da Fazio? Meraviglosa. Perchè non diamo più spazio ad artisti come queste. Perchè si può permettere a persone come me di dire quella che pensa senza che si venga tacciati di essere invidiosi o frustrati?
    Ho scritto bene e con entusiasmo di decine e decine di musicisti in questo blog. Dovrei essere invidioso anche di loro no?
    Per quanto riguarda il suonare con Allevi quello che ho scritto è solo una battuta. Forse non so usare bene l'ironia ma è evidente che musicalmente io non interesso a lui e il viceversa è chiaro.
    Comunque caro Matteo, io qui ci metto nome, cognome, mail e fotografia, sarebbe carino che tu facessi lo stesso.

    Grazie per il tuo intervento.

    Max De Aloe

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  20. Cari amici, Allevi o non Allevi? Il problema non è Allevi che, a detta di chi lo conosce bene, è anche una persona a modo ma, come dice Max De Aloe, dell'incredibile battage pubblicitario che accompagna una miriade di personaggi tra i quali anche lui. Non c'è nulla di male a guadagnarsi il pane facendo musica...attività nobilissima ( e onesta, e di questi tempi...). Inoltre se poi riesce anche ad ottenere cifre altissime, buon per lui! Purtroppo a "Palazzo" c'è un sacco di gente che pensa che siamo tutti ignoranti e quindi cerca di venderci qualsiasi cosa rivestendola di novità, particolarità e pretese di genialità. Allevi sa sicuramente suonare il pianoforte, e lo fa riallacciandosi ad un linguaggio "in between", qualcosa con forti radici classiche(più o meno periodo tardo romantico),qualche influenza pop/folk,qualcosina di jazz e molta new age. Ciò indubbiamente suona "più facile" all'orecchio e viene venduto al grosso pubblico come qualcosa di eccezionale di sensazionalmente nuovo...ed è qui che inizia la presa per i fondelli: a parte Einaudi in tempi più recenti, questo tipo di miscela si sentiva già agli inizi degli anni '80 con Richard Cleidermann e Steven Schlacs, sebbene in formato ancora più commerciale. Alcuni tra i primi tentativi in questo campo furono proposti da un'etichetta califirniana, la WINDHAM HILL, fondata dal chitarrista William Ackerman intorno alla metà degli anni '70. Ci sono dei dischi molto interessanti e realmente innivativi per quel periodo, come quelli registrati dal pianista/psichiatra Denny Zeitlin (amato da gente come Bill Evans e Herbie Hancock) con David Fiesen al basso, e del sassofonista Paul McCandless, comunque musicisti di jazz che avevano la necessità di esplorare le proprie capacità espressive. Poi c'è un pianista sensazionale, un certo Johnny Coates, che è stato l'ispiratore di Keith Jarrett e anche il suo "capo orchestra" negli anni'60 quando Keith suonava ancora la chitarra. Musicista geniale e relegato nell'anonimato a causa di alcuni problemi personali, ha registrato un delizioso Cd intitolato "Piano...forte!!" al Dear Head Inn( Pacific St Records )...ricordate "Live at The Dear Head Inn" di Keith Jarrett con Gary Peacock e Paul Motian degli anni '90? Proprio lì Keith muoveva i suoi primi passi rubando idee a Coates, anche se non lo ammetterebbe mai, e poi ovviamente la ECM che esiste dal 1969 ed ha influenzato generazioni di musicisti. Quindi come si può vedere, Allevi sta percorrendo una strada già battuta da predecessori molto più illustri e dallo spessore musicale effettivamente maggiore. Ciò che ci dispiace è il modo in cui certi personaggi sono presentati al grande pubblico, contando sulla scarsa informazione, soprattutto delle generazioni più giovani, quindi w internet e andatevi a cercare le vere "chicche", lì, a totale portata di mano! Inoltre i musicisti che sanno come funzionano le cose fanno fatica a mandar giù certe cose che Allevi dice, come il fatto non suonare mai a casa, di starsene lì a "pensare", e questo gli basterebbe a prepararsi per i concerti. Ma per cortesia!!! Essere musicista ad alti livelli è esattamente come essere atleti. Se non ti alleni non ti muovi, punto e basta. La mano ha dei muscoli che vanno esercitati e se non lo fai t'incarti alla prima scala e ti stanchi dopo dieci minuti! Lo sa anche un bimbo dopo due lezioni di pianoforte...Ma dato che tutto ciò che appare sui giornali o viene affermato in tv deve essere vero, il grosso pubblico finisce per crederci.Vorrei solo che ci si fermasse un secondo a pensare su certe cose ed analizzarle con un minimo di buon senso.Penso che Allevi sia una persona intelligente e mi riesce difficile credere che sia convinto di ciò che afferma. Sta al gioco, probabilmente dice ciò che gli viene consigliato di dire e si esibisce in una serie di affermazioni assurde, che però gli conferiscono quell'alone di genio/guru/bambinone/creativo. Dovremo invece prendercela con chi sta alle spalle di questi personaggi, di chi promuove cantanti stonati e artisti poco preparati, praticamente rubando soldi agli sprovveduti che corrono a comprare qualunque cosa venga pubblicizzata in un certo modo. E se permettete mi arrabbio quando vedo fior di artisti nostrani e non, ignorati totalmente e sempre. E il talento non c'entra nulla! Persino se mi proponessero Rachmaninoff o Charlie Parker in tutte le salse, interviste,apparizioni radio/tv tutti i momenti, tutti i giorni non ne potrei più neppur di loro! Quindi ben venga lo spazio ad Allevi se però venisse dato anche ad altri, in modo da POTER SCEGLIERE, cosa piuttosto importante nella vita di una persona. Come ho già espresso in precedenza W il pluralismo!!!
    Comunque se avete voglia di farvi un giretto, guardare un paio di ottimi video, magari col sorriso sulle labbra fatevi un giro sulla mia page, come consigliata dall'amico Max De Aloe, www.myspace.com/eddiefragolino.
    Vi saluto con simpatia e vado a sentirmi Satie...o Monk...o Willie Nelson...!

    Eddie Fragolino

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  21. Dimenticavo! Caro Luca, tu parli di 3 diplomi...
    Fats Waller, Count Basie, Art Tatum, Oscar Peterson, Charlie Parker, Thelonious Monk, Wes Montgomery. Ecco qui almeno sette che non hanno MAI conseguito un diploma...no comment!

    Eddie Fragolino

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  22. Caro Max,
    ti ringrazio davvero tanto per avermi risposto direttamente.
    Quello che vorrei farti notare è che personalmente tutto questo battage pubblicitario su Allevi non lo vedo. In televisione sarà andato si e no due volte, mentre Bollani, ad esempio, è stato ospite fisso in moltissime trasmissioni popolari, per molti anni.
    La musica di Allevi non passa per radio come quella di tante blasonate pop star, o almeno non mi sembra che ci sia un singolo in rotazione o un video. Eppure come nessun altro Allevi è riuscito a colpire l'immaginario collettivo di una nuova generazione.
    Allevi è seguito da un passaparola incredibile.
    Ti faccio un esempio. Qualche giorno fa ha debuttato a Mosca ed ha fatto il tutto esaurito in un teatro, senza una riga di pubblicità sulla stampa, senza un suo cd nei negozi, senza un manifesto. Ma ho provato a digitare il nome Giovanni Allevi su Google Russia ed ho scoperto centinaia di siti che parlano di lui. I ragazzi di tutto il mondo scaricano la sua musica, scrivono poesie ispirati dalle sue note. E allora ho capito il fenomeno Allevi. I ragazzi dell'I pod si sono identificati nella sua musica, e sinceramente non ce li vedo ad entusiasmarsi e a sognare sulle note di Charlie Parker, che per quanto meraviglioso, appartiene ad un altro tempo.

    Non credo neanche che Allevi abbia guadagnato tutti questi milioni di euro. Vendere 90.000 copie è un'inezia rispetto ai guadagni di un Vasco o un Ligabue, che credo insieme riescano a mettere in piedi cinque o sei accordi, comprese le settime.
    E allora perchè ci si scandalizza tanto? Cos'è questa demonizzazione di Allevi se non invidia nei confronti di uno che ce l'ha fatta? Se non paura nei confronti di un musicista che come nessun altro sta mettendo in discussione un sistema MALATO, che è quello della musica classica.

    Se una pubblicità aggressiva vuole convincere un milione di perone che una saponetta è ottima, ma le persone si accorgono che è una schifezza, dopo pochi giorni un milione di persone saprà che la saponetta è una schifezza.

    Matteo

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  23. Caro Matteo, grazie della tua risposta: chiara, pertinente, educata. Sai cosa ti dico: che alla fine Allevi mi sta diventando simpatico e penso che se avremo mai l'occasione di conoscerci di persona anche io e te ci troveremmo simpatici e in quell'occasione potresti masterizzarmi un cd di Allevi (pretendre che lo compri adesso è un po' troppo!!! :-) ) e io uno di Bollani (che ti assicuro è un genio del pianoforte). E poi alla fine, sperando che tu non sia astemio, berci un bel bicchiere di vino insieme brindando alla musica.

    p.s.

    Ti devo confessare che ho sentito un brano di Allevi in radio che non era neanche tanto male .......ma non dirlo troppo in giro...............

    Grazie anche al nostro amico Eddie Fragolino che ne sa una più del diavolo ma chissà se conosce un pianista statunitense di nome Bill Carrothers?

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  24. Come dice Iachetti a striscia..."Se lo conosco...!!!"
    Bill e io eravamo all'asilo insieme! No, scherzo ovviamente, ma personalmente e musicalmente lo conosco bene. E' un musicista realmente interessante e i suoi concerti sono pieni di sorprese. L'ultima volta che l'ho ascoltato era con Ben Street e Jim Black e proprio la presenza di quest'ultimo ha portato la musica leggermente piu' in una direzione assimilabile al free, ma sempre fatto con grande cognizione di causa. Normalmente il trio di Bill vede Drè Pallemaerts, belga e geniale, alla batteria che ha anche suonato in Italia a Settembre nel gruppo di Bert Joris, Dado Moroni e Ira Coleman per la presentazione del Cd "Magone" ( Dreyfus Jazz ). Con Drè, Bill acquista ancora piu' delicatezza e, se in un certo verso potrebbe essere riconducibile alla linea Evans/Bley/Jarrett, possiede comunque grande personalita'. Una piccola curiosita': Bill è un grandissimo appassionato della guerra di secessione americana e spesso fa interagire musica e racconti in modo veramente delizioso. Se potete, andatelo ad ascoltare.

    Ciao,

    Eddie Fragolino

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  25. Grazie a te Max.
    Ti saluto con l'ultima riflessione che vuole restare mia e soggettiva.
    Il successo incredibile di Allevi (perchè è davvero incredibile l'entusiasmo che scatena durante i live) non è dovuto nè alla pasta col tonno, nè al Mozart o allo Chopin, nè ai suoi ricci o alle scarpe da ginnastica,
    ma,
    principalmente,
    alla bellezza della sua musica.
    Sembra che nei suoi dischi ci sia una summa di tutto il panorama contemporaneo. Ci senti la zampata di Petrucciani, la ritmica di Jarrett, l'estro armonico di Debussy,l'aggressività di Bartok ma soprattutto una struggente ed intensa sensibilità melodica italiana, che nessuno di questi ha mai manifestato.
    Credimi Max, tutto il clamore mediatico ne è una conseguenza. Grazie ancora e a presto!
    Matteo

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