11 dicembre 2009

MUSICA DENTRO



Che libro compro per avvicinarmi al jazz? Una domanda che alcune volte mi è stata rivolta da amici o allievi. Spesso rispondo di ascoltare, ascoltare e basta. I tomi sulla storia del jazz un po’ spaventano e spesso portano lontano. Per innamorasi di una donna non è necessario leggere “Innamoramento e amore” di Alberoni. Succede. Succede e basta. Poi, forse, scopriamo che potrebbe essere bello leggere Sandro Penna, Giorgio Caproni, Eugenio Montale, Pablo Neruda, Catullo e molti altri ancora e ritrovarci a scoprire quanto questi poeti siano stati così geniali e profondi nel raccontarcelo lo stesso amore che stiamo vivendo giorno per giorno. E come in una magia il nostro amore reale è proiettato tra le parole scritte. Immortalato per sempre. Ci crogioliamo in questa sensazione che non vuole spiegare ma che riesce ad amplificare i nostri sentimenti.
Se proviamo ad ascoltare la musica possiamo scoprire di innamorarci della musica stessa. Ne possiamo rimanere incantati. Il libro di Paolo Fresu, Musica Dentro, appena uscito per Feltrinelli, è un libro che non ci spiega nulla, ma che sa rapirci con quella semplicità e nello stesso tempo genuina profondità che da sempre contraddistingue il modo di approcciare la musica per questo trombettista.
Con la scrittura Fresu riesce a proseguire il suo discorso musicale. Una sola apparente semplicità nasconde l’amore per la curiosità. Curiosità intellettuale e umana. Unico vero motore per l’esistenza di un artista. Lontano da concettualismi e dal nozionismo Musica Dentro regala la semplicità dell’innamoramento di un uomo per la musica. E attraverso questo processo, in una sorta d’identificazione, scopriamo non solo qualcosa di più di questo musicista che è partito dalla sua terra di Sardegna e ha portato il jazz italiano in tutto il mondo, ma ritroviamo un modo romantico e affascinante di vivere l’arte a tutto tondo. Fresu non ci teorizza l’amore per la musica, ma ce la fa vivere così come Montale nella poesia “Ho sceso, dandoti il braccio, un milione di scale” sa fotografare l’amore fino nella sua profonda essenza. Sembra strano ma, per sapere qualcosa di più sulla musica e non solo sul jazz, vi suggerirei questo libro proprio perché non sa dirci nulla di più di quello che già c’è dentro la musica.
Buona lettura. Anzi, buon ascolto.
Max De Aloe

8 commenti:

  1. L'ho visto in libreria, ora mi hai convinto e vado a comprarmelo. Thanks
    Sandro

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  2. BEL DILEMMA, ORA PER NATALE MI FACCIO REGALARE QUESTO LIBRO O IL TUO CD CON CARROTHERS?
    Antonio Vergani

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  3. Ciao Max,non ci conosciamo, ho ascoltato il tuo concerto con Bill Carrothers a Piacenza. Mi è piaciuto tantissimo. Ho comprato anche il CD e devo dirti che è veramente un lavoro di grande profondità. Ho visto che anche Musica jazz ti ha fatto una recensione entusiastica. Speriamo di vedervi ancora in qualche festival. Poi ho visto che lo presenti anche in solo. Un'armonica solitaria penso che sia altrettanto interessante per le atmosfere di questo CD.
    complimenti vivissimi.
    Giacomo G.

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  5. Paolo Fresu...sempre un incanto.
    a.x.

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  6. E io invece, in ritardo di qualche anno mi sono comprato THINGS con Fresu ed Uri Caine. Da ascoltare di notte con la pioggia che batte sul tetto. Trooooopppo romantico!!
    alessandro

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  7. Succede a volte di trovare un post delicato e avvincente. Certo è, che per letteratura e musica si possa proprio parlare di "innamoramento".In un mondo dove ahimè troppo spesso ci troviamo di fronte ad un'arte della globalizzazione, ad un arte di "plastica" è bello e confortante che un'artista renda omaggio al modo di espremirsi di un suo "collega".
    Ci siamo abituati a cinismi e falsi apprezzamenti. Ecco perchè il post di Max vale più di tante blasonate recensioni.
    L'innamoramento...tutto parte da lì...e MUSICA DENTRO lo trovo un titolo bellissimo...
    s.m.

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  8. grande max!! è sempre un piacere sapere che tra artisti ci si stima davvero e con questo post hai proprio manifestato questo sentimento nobile e molto raro....spero di vederti presto suonare con fresu chissà come i maestri pollini, baremboin e abbado che qualche giorno fa si sono visti insieme in tv

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